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l'orto

l'orto

Il giardino è, da sempre, il cuore della Residenza e libera davanti all'ospite le sue molteplici suggestioni secondo diversi livelli di percezione. Più immediati, certamente, l'approccio visivo e l'approccio olfattivo, appagati dal secolare glicine, dal gelsomino profumatissimo, dalle belle clematidi e dalla collezione di rose antiche, curata con amore dalla famiglia e dall'amica Helga Brichet, autorevole esperta internazionale.

C'è anche un inaspettato omaggio al gusto: come il rigoglioso cespuglio di lavanda da cui provengono i fiori per un famoso dessert de 'L'Orto degli Angeli'. In nascosti angoli, infatti, al fresco di un piccolo hortus sanitatis, si coltivano i “Semplici”, termine antico ma efficace con cui si definiscono le erbe aromatiche e medicinali. L’erba cedrina, la salvia, la maggiorana, la malva, la menta di cui si possono ammirare la bellezza e l’utilità. Ma il senso di serenità che sale dallo scrigno verde ha radici più antiche e profonde di queste magnifiche presenze vegetali: il giardino insiste infatti direttamente su quello che fu l'ambulacro maggiore del Teatro Romano (1º sec. d.C.), contiguo all'area un tempo 'sacra' dell'antica cittadina, tutt'ora segnata dai resti del Tempio massimo e del Tempietto di Marte, questi ultimi inglobati anch'essi nella proprietà.

Una sacralità che proviene dalle pagane profondità del tempo ed è stata vivificata nel Medioevo da straordinarie epifanie cristiane. Il pensiero va naturalmente a San Francesco (che proprio sulla strada per Bevagna predicò agli uccelli da una pietra che, secondo la tradizione, sarebbe quella conservata nell'antica chiesa contigua alla Residenza) ed al beato Giacomo Bianconi (di madre Alberti), fiore dell'ordine domenicano nel '300 e artefice della rinascita di Bevagna. Secoli di storia, spiritualità e cultura si affacciano sul giardino come da un palcoscenico che propone, in un breve percorso visivo circolare, fresche fioriture d'oggi tra importanti tracce della romanità e diffuse accessioni medievali, mentre Palazzo Andreozzi regala dalle finestre, come fondale, scorci dei bei soffitti settecenteschi affrescati e Palazzo Alberti chiude la scena con la preziosa 'quinta' del suo loggiato cinquecentesco. Leggendo un libro o bevendo un drink in questa singolare atmosfera capirete anche Voi perchè alla domanda: "Desidera qualcosa?" uno dei nostri ospiti abbia risposto: "Here there is all!"


1898 - L'orto giardino

L'orto

1905 - Nonna Maria
e mamma

L'orto

1906 - Nonna Maria, zia
Eugenia e la piccola Laura

L'orto
L'orto

1917 - Peppino de Santis
esperto cacciatore

L'orto

1934 - Zia Laetitia sotto il glicine secolare

L'orto

1951 - Elvira Schmitz in
giardino con Antonio,
Claudio e Francesco